Paure e privazioni

Nei suoi primi dieci anni di vita (1935-1945), mia madre mi raccontava della sue paure ed indigenze economiche. Il periodo storico della seconda guerra mondiale non potè far altro che incrementare questi timori di bambina, in un terrificante intersecarsi di ignoranza e credenze religiose.
Tutti questi suoi oscuri sentimenti mi sono ricomparsi in mente sfogliando un libretto di preghiere, salmi, invocazioni che mia nonna (la madre di mia madre) portava sempre con sé, insieme alla sua figlia, durante i bombardamenti di Roma tra il 1943 e il 1944.
Come poteva essere di conforto per una bambina, la spaventosa icona del “Sacro cuore” di Gesù? Come poteva essere consolatoria l’immagine/occhio di Dio che dall’alto vedeva tutto, anche i peccati di una bambina? Come si può pensare di essere redenti/salvati, protetti dal pericolo, quando già l’iconografia e i dogmi religiosi erano loro stessi fonte di paure?
Attraverso la distruzione che ogni guerra produce, una madre e una figlia, nel protrarsi del loro rapporto, affidano alla fragilità di credenze popolari e religiose, la loro quotidianità segnata da paure e privazioni…

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date: 14-10-2014 10:49

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