Urban vision

Nelle città dei momenti singoli, a fissarsi nelle immagini sono vite e umori, forma e materia, architetture e luci. Queste visioni urbane sembrano cristallizzarsi in istanti che rappresentano i miei ricordi. Le immagini sono come fotogrammi sospesi in un’atmosfera onirica, frammenti di storie che oscillano dal reportage urbano alla pura ricerca interiore. Nelle luci del sud come nelle texture materiche dei muri, ciò che inseguo, per trasfigurarla in misterioso evento, è la mia esistenza concreta, quella fatta di piacere nel viaggiare, nel guardare, nel sentire. La fotografia diventa il mio mezzo di indagine per compiere percorsi, fermare impressioni rapite alla realtà, svuotate dal tempo e dalle sue incidenze.
Lo spazio urbano è geografia, storia e immaginazione. Questa rappresentazione si colloca a metà strada tra documentazione ed elaborazione metafisica, tra testimonianza ed trasfigurazione. In definitiva immagini apparentemente descrittive che contengono altresì allusioni e rimandi non immediatamente percepibili. Mi piace pensare alla molteplicità dello spazio e che la sua immagine possa restituire e rifrangere l’idea della complessità.
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